HOME | CHI SIAMO | SERVIZI | CONTATTI | LOGIN | REGISTRATI domenica 5 settembre 2010 - 01.29
 

ANIMALI IN CONDOMINIO

Condomini ed animali in appartamento: quante liti e quanti tribunali! In effetti la questione non e' di facile soluzione. In gioco ci sono tantissimi fattori. Primo in assoluto la liberta' della persona in casa propria; non si puo' limitare il diritto di proprieta' del condomino relativo alle parti del fabbricato che sono di sua esclusiva appartenenza. E questo vale indistintamente per tutti, per chi possiede animali e chi no. A cio', da un punto di vista piu' soggettivo, si puo' aggiungere che non c'e' nulla di male nel desiderio di godere della presenza e dell'affetto di un gatto o di un cane che, in generale, se ben "educato" - e accudito! - non dovrebbe creare disturbo agli altri condomini. Ma gia' a questo punto si apre tutta una casistica di problemi. Infatti puo' accadere che siano proprio gli altri condomini a sentirsi lesi nei loro diritti, a causa di specifici comportamenti dell'animale - ma forse e' piu' corretto dire del padrone. Nello specifico: rumori molesti, animali che sporcano le parti comuni o che circolano liberamente in esse, problemi di allergie, aggressioni... E dunque? A livello legislativo, come si diceva poco sopra, un regolamento di condominio non puo' contenere il divieto assoluto di tenere animali in casa. Questo tipo di divieto puo' eventualmente essere presente in un regolamento di tipo contrattuale, solitamente stabilito dal costruttore stesso e che, facendo parte del contratto d'acquisto, viene accettato e approvato dagli acquirenti  delle singole unita' immobiliari con il rogito notarile.
Si possono pero' stabilire dei limiti specifici, soprattutto riguardo la liberta' di movimento negli spazi comuni - per esempio si puo' stabilire il divieto di portare cani, gatti o quant'altro in ascensore. In alcuni casi pero' la legge viene in soccorso con l'ipotesi di "immissioni intollerabili", contemplata dall'articolo 844 del Codice civile, che stabilisce delle responsabilita' a carico del proprietario dell'animale. Questo tipo di ipotesi puo' essere avanzata in caso di cattivi odori o rumori molesti provocati dalla presenza della bestiola. Si puo' concludere dunque affermando che allo stato dell'arte rimane ampio spazio ai contenziosi, ma che, con un po' di buon senso da una parte e di tolleranza dall'altra, si possono evitare inutili liti
.

 
Articolo del 17/05/2006
 
Torna indietro
 
NOTE LEGALI | PUBBLICITA' | F.A.Q. | MAPPA | RICERCA | LAVORA CON NOI CREDITS